1980
 
Rivista Atletica Anno 46 / 8-10-1980
GLI AZZURRI DOMINANO LA JUGOSLAVIA Formia 17-18 maggio 1980
Travolti gli jugoslavi con 52 punti di scarto, gli azzurri hanno anche ben fronteggiato i tedeschi nei lanci. Nel mezzofondo, presenti i russi, rivisto un combattivo Zarcone.
10.000 m (17): 1. Antipov (urs) 28:22.0, 2. Zarcone (ita) 28:28.6, 3. Sellik (urs) 28:30.1, 4. D’Auria (ita) 28:59.6, 5. Kuzmanovic (jug) 29:02.6.
 
L’IVECO ANCORA EUROPEA
6° Coppa Europa per Clubs – Madrid 24-25 maggio 1980
Centrato per la seconda volta il titolo europeo per club dalla Sisport Iveco a Madrid. Difronte ad una formazione omogenea, pur priva di Mennea ma con Malinverni, Buttari e altri a far da guida, non c’è stato niente da fare per i tedeschi del Wattenscheid.
5.000 m (25) 1. Prieto (Vallehermoso) 14:02.5, 2. Simoes (Sporting Lisbona) 14:05.4 3. Kutton (Racing) 14:11.4, 4. Costelloe (Limerick) 14:18.5, 5. D’Auria (Fiat Iveco) 14:23.0, 6. Mattock (Wolverhampton) 14:23.4, 7. Colton (Wolverhampton) 14:28.6, 8. Leporati (Fiat Iveco) 14:29.5
10.000 m (24): 1. Mamede (Sporting) 29:11.0, 2. D’Auria (Fiat Iveco) 29:31.5, 3. Schoofs (Lieja) 29:32.3, 4. Ruiz (rancing) 29:41.3, 5. Lismont (Lieja) 29:56.6, 6. Manuel (Sporting) 29:58.8, 7. O’Connor (Limerick) 30:24.9, …..10. Fabbri (Fiat Iveco) 30:56.9.
 
SI CONFERMANO CAMPIONI IVECO TO E SNIA MI CON IL MARTELLO CHE TIENE BANCO
Campionato italiano di Società su pista – Finale A maschile e femminile – PESCARA – 7-8 giugno 1980
Troppo forte l’Iveco di Pietro Mennea per le Fiamme Gialle che hanno fallito nel mezzofondo. In campo femminile indiscutibile anche la superiorità della Snia Milano davanti ad un inatteso CUS Roma.
10.000 m (8): 1. D’Auria (Fiat Iveco) 29:11.1, 2. Bocci (Telettra RI) 29:12.6, 3. Arena (FF.GG.) 29:14.2, 4. Marchei (AZ Verde) 29:23.3, 5. Demadonna (Snia MI) 29:32.0, 6. Ambrosini (Riccardi MI) 29:49.9, 7. Brunetti (FF.OO.) 29:51.3, 8. Faustini (Cus Roma) 30:14.9.
LA CLASSIFICA MASCHILE: 1. Sisport Iveco Torino p. 134 (Campione d’Italia 1980), 2. Fiamme Gialle p. 111, 3. Snia Milano p. 108, 4. PP AZ Verde MI p. 106, 5. Fiamme Oro p. 98, 6. Atl. Riccardi MI p. 60, 7. Telettra Rieti p. 55, 8. CUS Roma p. 47.
Il Cus Roma retrocede in serie B. In serie A viene promosso il CUS Torino.
 
NONOSTANTE MENNEA E C. QUASI UN FESTIVAL FEMMINILE
70. Campionati Italiani Assoluti – Torino – 24-25-26 giugno 1980
Ritornati dopo 4 anni a Torino, gli Assoluti hanno dato vita ad un’edizione assai vivace. In campo maschile accanto ad un Mennea all’altezza della sua fama, da segnalare Malinverni, Grippo, Ballati, De Vincentis, Urlando e la 4 x 400 della Snia giunta al primato. Ma sono state soprattutto le ragazze stavolta a tenere banco con la Masullo neo-primatista dei 100 con 11.29 e la Quintavalla addirittura con il suo giavellotto a 63.92.
10.000 Metri Finale (25): 1. Solone (Carab. BO) 28:55.0, 2. Demadonna (Snia MI) 29:17.0, 3. D’Auria (Fiat Iveco) 29:18.4, 4. Panetti (Forestale) 29:32.5, 5. Rungger (LGS Raiff.) 29:35.2, 6. Babici ((CGC Viareggio) 29:36.3, 7. D’Aleo (Cus PA) 29:36.9, 8. Pesavento (Forestale) 29:49.4, 9. Erotavo (Fiat BA) 29:50.0, 10. Pambianchi (Folgore FE) 29:53.8, 11. Biagi (Assi FI) 29:54.7, 12. Scoffone (Carab. BO) 29:56.6, 13. Messina (Cus TO) 30:01.4, ritirati. Bocci (Telettra RI), Arena (FF.GG.), Fava (FF.GG.), Poli (S. Rocchino), Di Benedetto (Atl. Partinico), Rossi (Carab. BO), Accaputo (FF.GG.), Bosca (Citroen PI), Moretti (Atl. Riccardi MI), Pappacena (Forestale), Squatrito (Forestale), Parri (Cus GE), Brunetti (FF.OO.).
Articolo Scritto da Alma BRUNETTO su CORRERE Rubrica Primo Piano
DONATO D’AURIA. Da grande atleta è diventato trainer e organizzatore di trasferte con il suo Running Center Club, 400 soci, 150 donne (un suo vanto) e 40 walker. Nato ad Ascoli Satriano il 15 maggio 1956, comincia a correre nel 1973, con la maglia dell’Unione Sportiva Foggia, nel modo più classico: i Giochi della Gioventù. Qualche anno dopo emigra a Torino dove, raggiunta la maturità atletica, diventa titolare, sui 10.000 metri, per la grande Fiat Iveco. Nel 1984, capace di correre i 10 chilometri in 28’59” la mezza maratona in 1:04’13” e 19.498 metri nell’ora in pista, Donato approda al Gruppo Forestale dove rimarrà per 4 anni. Il 1992, con due operazioni al tendine d’Achille e vari infortuni, segna la fine della sua carriera agonistica di livello. Attualmente, gareggia da “tapascione” segue i suoi atleti e continua a lavorare per il Corpo Forestale dello Stato Il suo passatempo preferito, oltre a trascorrere il maggior tempo possibile col figlio Luigi Maria, di 2 anni, è seguire con passione i 386 olivi di cui è proprietario. Ma se volete sapere qualcosa di più delle sue attività, potete cliccare su www.donatodauria.it (A.B).
1985
JOGGING Dicembre “84 – Gennaio 1985 Numero 28
Erotavo su D’Auria nella “M + N” al Natisone (Udine)
         Il trentenne barese Antonio Erotavo, si è aggiudicato la classica gara di mezza maratona denominata “M + N” a San Giovanni al Natisone in provincia di Udine, il primo novembre scorso, succedendo nell’albo d’oro a Gerbi e Magnani.
         Le splendide condizioni del tempo hanno permesso ad un foltissimo pubblico di assistere alla manifestazione incitando gli oltre settecento partenti.
         Al diciottesimo chilometro, Erotavo dopo aver respinto un ulteriore attacco di D’Auria si produceva in un irresistibile allungo, che gli consentiva di involarsi solitario verso il traguardo, tra due ali di folla plaudente. Il tenace D’Auria conquistava la seconda piazza, insidiato dalla rimonta di Brunetti, mentre Solone negli ultimi metri riusciva a difendere il quarto posto precedendo di pochi secondi Balbo e Massari. Tra gli atleti di casa si è distinto Flavio Ravanello, considerato ormai più di una speranza, dopo di lui buone le prove di Pilot e De Franco dell’Atletica Gorizia.
         Nella classifica “Amatori” è risultato vincitore Gianni Vello davanti a Garbin e a Crevatin. Nella classifica femminile si è imposta Mary Marsiletti. Cesare Balleben
Ordine d’arrivo: 1. Antonio Erotavo (Fiamma Bari) 1.05’05”; 2. Donato D’Auria (Forestale Rieti) 1.05’18”; 3. Stefano Brunetti (FF.OO. PD) 1.05’23”; 4. Claudio Solone (CC BO) 1.05’29”; 5. Pietro Balbo (Forestale Rieti) 1.05’31”.
1991
TUTTO ATLETICA Luglio-Agosto 1991 Anno I Numero 7 – 8
Strada Flash a cura di Donato D’Auria
Mizuno e Raffa in luce nella Susa – Moncenisio. Giunta quest’anno alla sesta edizione, la staffetta “Susa-Moncenisio”, svoltasi domenica 9 giugno, si è confermata una classica nel suo genere. Ben 400 sono stati infatti i concorrenti che vi hanno partecipato, suddivisi in 100 formazioni da quattro elementi. Il successo è andato al Team Mizuno di Germagnano (Benajem-Boussad-Bertola-Nicolosi) che ha preceduto la Libertas Challant (Vasesio-Vicario-Crosio-Schiavino) ed il Team Raffa (Girardi-Zaffino-Veglia-Di Rivo). Nel Team Mizuno si è distinto soprattutto il primo frazionista, il marocchino Thar Benajem, che, con una condotta di gara tutta d’attacco, dava il cambio al secondo frazionista Boussad a Giaglione con ben 2’ di vantaggio sugli inseguitori. Il tempo finale del Team Mizuno (1h39’01”) non può essere considerato record della manifestazione in quanto quest’anno il percorso era leggermente più corto per motivi di sicurezza (la gara non poteva transitare nei pressi di una sede elettorale). Il Team Raffa si è imposto nella categoria veterani con Massari-La Vecchia-Nardone-De Palmas (decimo posto assoluto) e tra le donne con Grimaldi-Camalleri-Miniotti-Navacchia (52° posto assoluto con 2h08’49”). In campo femminile si è distinta in prima frazione Beatrice Di Stolfo della Giordana Lombardi. Venticinquenne, oggi seconda in Piemonte soltanto alla fortissima Maria Grazia Navacchia, questo nuovo talento emergente ha soltanto bisogno di apportare adeguate correzioni al suo poco economico stile di corsa per esplodere definitivamente.
 
A Comacchio due keniani davanti a Beppe Miccoli
Doppietta keniana nella “11 Ponti Città di Comacchio”, gara podistica organizzata sabato 8 giugno dal Running Club Comacchio diretto da Laura Fogli e dal marito Beppe Rossetti. In programma sei giri di un circuito che si è snodato nei punti più caratteristici della cittadina comacchiese. Soluzione verso la fine del penultimo giro quando i due keniani Joseph Kipsang e Jonah Koech si sono involati staccando il nostro Beppe Miccoli, autore di una buona prova insieme con Bettiol e Fontanella. Nono classificato l’altro piemontese Walter Durbano. La manifestazione ha avuto un prologo con la “Camminata degli 11 Ponti” che ha visto al via oltre 1200 concorrenti.
 
Nella festa di Bertinoro sorride anche Gozzano
Grande festa a Bertinoro (Forlì) in occasione dei 20 anni della “5 Ville”, una delle manifestazioni di corsa su strada di maggior richiamo e di nome del panorama italiano. La Polisportiva Bertinoro ha preparato ogni cosa a puntino e tante novità: innanzi tutto la data spostata dalla prima domenica di febbraio alla prima di giugno; poi la gara al pomeriggio anziché al mattino, il tutto legato ad una serie di iniziative che hanno preso il via sette giorni prima della competizione vera e propria. La gara ha visto ospiti tutti i vincitori delle precedenti edizioni, eccezion fatta per Alberto Cova, assente per problemi familiari. Al via i 4 moschettieri della maratona italiana: Bordin, Poli, Pizzolato e Bettiol. La prova si è risolta nell’ultimo giro con Bordin che ha allungata guadagnando una ventina di metri su Bettiol, Pizzolato, Fontanella e sul nostro Gozzano, classificatisi nell’ordine.
Maratonina tricolore: Miccoli secondo a Verona
Cinquantasei società e 200 atleti si sono dati appuntamento a Verona domenica 7 luglio per disputarsi il titolo della maratonina, seconda prova dei campionati italiani di società di corsa maschili. La gara si è svolta su un circuito da ripetersi se volte, tutto nel centro storico con partenza ed arrivo in piazza Bra. Assente il protagonista e vincitore della scorsa edizione, Gelindo Bordin, i personaggi di spicco del “Trofeo Cariplo” (intitolato alla memoria di Sergio Pennacchioni, dirigente della Paf Verona prematuramente scomparso) sono stati i piemontesi Miccoli, Durbano e Bernardini in compagnia di Alliegro e Calvaresi. La prova si è disputata in condizioni atmosferiche difficili con oltre 30 gradi di temperatura ed un elevato tasso di umidità. Ha vinto il ventisettenne Raffaello Alliegro Pro Patria) che ha corso in modo giudizioso lasciando il compito di dettare il ritmo prima a Durbano, quindi a Miccoli ed infine a Calvaresi, per poi piazzare il suo micidiale sprint negli ultimi 500 metri. Delusione per Beppe Miccoli che batteva in volata Calvaresi e si aggiudicava a parità di tempo il secondo posto. Quarto, a 10”, giungeva un affaticatissimo Walter Durbano mentre ottavo terminava Severino Bernardini che nella seconda parte della gara non aveva resistito al violenti cambi di ritmo dei suoi rivali.
L’8 agosto a Cravegna si corre la “Tre fontane”
L’8 agosto si disputerà a Cravegna di Crodo la sesta edizione della “Tre Fontane”, gara su strada internazionale organizzata dal G.S. Atletica Cistella con la collaborazione dell’Us Cravegna. In programma per la categoria junior-senior maschile sette giri di un circuito per un totale di 8050 metri e per il settore femminile tre giri per complessivi 3450 metri. A partire dalle ore 16.15 si correranno anche prove reservate al settore giovanile ed amatori. Iscrizioni entro il 7 agosto (0324/61161-61164; fax 0324/62209).
1990
Podismoatletica, anno V numero 3 venerdì 11 maggio 90
Raffa-show a Settimo nella maratonina e 10 km
Settimo (Torino) – Circa milleduecento i partecipanti a questa 4^ edizione del memorial “Giovanni Foresto”, organizzata da Piero Bitetto con il supporto logistico degli “uomini arancioni” della ditta sponsorizzatrice, che hanno egregiamente svolto un servizio di segnalazione e sorveglianza lungo l’intero percorso. Anche quest’anno la manifestazione prevedeva, oltre all’ormai classica 10 km, che ha riscontrato un record di partecipanti, ben 700, anche la seconda gara sulla distanza dei 21,095 km. Qust’ultima purtroppo non ha avuto l’adesione che meritava poiché si è trovata a distanza troppo ravvicinata con il campionato italiano Amatori di 10 km. Non ci sono stati quindi, i big in grado di contrastare il “Raffa-day”.
Nella gara sui 10 km vittoria del portacolori della sopracitata società. Boussad, sul suo connazionale ed amico Sbaiti, reduce quest’ultimo da un ottimo secondo posto nella maratona francese di Lione ottenuto con un tempo di 2h 17’49”. Terzo Bandini che ha corso con i colori sociali della nuova società podistica Polizia di Stato.
Ottimo il tracciato della mezza-maratona che si è staccato completamente dalla gara più corta: un unico e fastidioso problema, quanto mai purtroppo alla ribalta e di “attualità”, causato dal pestilenziale odore proveniente forse da una Azienda agricola il quale ha creato lievi malori a due podisti. Gara quasi senza storia per il gruppo di testa formato da Girardi, Massari, Berola del Raffa e Maharid, unico “intruso” della Cerutti LIT, Bertola nell’ottimo tempo di 1h 08’45” seguito a 16” da Maharid, a 24” da Girardi e a 30” da Massari. Nardone primo veterano con il tempo di 1h 13’09” giungeva nono assoluto battendo di un solo secondo è in volata il compagno di squadra La Vecchia.
Nella categoria femminile la classifica appare quasi una fotocopia dell’anno precedente: scontato monologo infatti di Maria Grazia Navacchia col tempo 1h 26’05” che ha preceduto Luigina Angeli in 1h 30’26” sempre a suo agio selle distanze medio-lunghe e la Ferrero del Cedas Fiat in 1h 31’06” che ultimamente ben rappresentata la sua società ottenendo discreti successi. Donato D’Auria
Classifica Assoluta Maratonina: 1) Bertola 1h 08’45; 2) Maharid 1h 09’01”; 3) Girardi 1h 09’09; 4) Massari 1h 09’15; 5) Meneghetti 1h 10’48; 6) Caratozzolo 1h 11’17; 7) Proietti 1h 11’51; 8) Rondinone 1h 12’02; 9) Nardone 1h 13’09; 10) La Vecchia 1h13’10.
Femminile: 1) Navacchia 1h 26’05; 2) Angeli 1h 30’26; 3) Ferrero 1h 31’06; 4) Miniotti 1h 32’06; 5) Feroglio 1h 33’51.
 
 
XIII EDIZIONE “LA MATESINA” 25 AGOSTO 1990
Arturo Barrios, ventisettenne messicano, primatista del mondo dei 10.000 metri, si è aggiudicato, con una poderosa prova, la 13° edizione de “La Matesina”, gara internazionale di corsa su strada, svoltasi nel pomeriggio di oggi a Boiano.
Oltre diecimila persone hanno applaudito la prodezza del messicano, impegnato solo nei primi giri dalla agguerrita pattuglia keniota, guidata da Tanui Moses che, alla fine, si è dovuto accontentare del secondo posto. Barrios con 29’02” e 9 ha stabilito il nuovo record della corsa, detenuto dal keniota Korir e ottenuto l’anno passato (29’13” e 5). Alle spalle dell’imprendibile Barrios e di Tanui Moses, un altro keniota, Koskey, già vincitore della Matesina del 1984.
Nella “Matesina” femminile la 29enne ungherese, katalin Weninger ha messo in fila le altre concorrenti. Dietro di lei, rispettivamente le russe Stefania Statkuviene e Regina Tschistiakowa. (Donato D’Auria).
 
TUTTO ATLETICA Anni I Numero 0 Novembre 1990
STRADA Flash a cura di Donato D’Auria e Massimo Pavanello
Bernardini tricolore a Carpi
Emma Scaunich e Severino Bernardini sono i nuovi campioni italiani di maratona. A sette anni di distanza dall’ultimo successo piemontese (Giuseppe Gerbi nell’83, dopo il titolo conquistato dallo stesso cussino nell’82 e da Giampaolo Messina nell’81), la prova unica tricolore disputatasi il 28 ottobre a Carpi è dunque tornata ad essere appannaggio di un atleta della nostra regione, seppur in gara per i colori della Comelit Bergamo. Da notare che per Severino Bernardini si trattava del debutto sulla distanza dei classici km 42,195.
Bernardini ha 24 anni ed è nato a Cravegna di Crodo, in provincia di Novara ed ha iniziato con le corse in montagna. Il tempo ottenuto di 2 11’53” ha una notevole rilevanza tecnica in quanto è il terzo “crono” di quest’anno in Italia e il dodicesimo di sempre. Per lui si apre un grande avvenire su questa distanza, a conferma del valore della scuola italiana nella maratona che ha trovato da tempo in Gelindo Bordin l’uomo guida. La corsa ha visto la partenza di 3000 podisti e ha toccato i Comuni di Carpi, Soliera e Modena.
Classifica: 1)Bernardini (Comelit BG) 2 11’53”; 2) Saktay (Tanzania) 2 11’56”; 3) Silveria (Brasile) 2 13’7”; 4) Poli (CUS FE) 2 13’40”.
Gli altri piemontesi: 39) Chiaramello (Atl. Fossano) 2 25’9”; 53) Cortale (ATP Sangano) 2 27’56”.
 
 
Quanti big a Pettinengo!
Gra successo per la ventesima edizione del Giro di Pettinengo, una delle più vecchie e prestigiose gare del Piemonte, riconosciuta dal calendario internazionale dalla IAAF. Grazie al buon lavoro di Claudio Piana e del suo sfaff, i migliori stradisti del mondo si sono cimentati in questa classica qualificatissima.
Andatura rapida per le 38 atlete della gara femminile dove la francese Sergent (campionessa mondiale di cross ) precedeva la jugoslava Pajkic ( europea sui 1500 a Spalato). Nella gara maschile vittoria con record da parte del marocchino Skah in 36’19; secondo il keniano Sektey, terzo il polacco matusa. Primo degli italiani Bernardini, quarto assoluto. Bene anche Bettiol, sesto, e Miccoli, decimo.
1992
PODISMOATLETICA Febbraio 1992 Anno VII numero 2
TITOLO. DURBANO re a Napoli
Napoli – Il Campionato italiano di società di cross si è disputato all’Ippodromo di Agnano, sabato 25 gennaio. Per i colori piemontesi è stata una buona giornata, soprattutto grazie alla vittoria di Walter Durbano, che nella gara seniores ha messo in fila tutti i migliori specialisti italiani, affermandosi a livello nazionale anche come specialista dei cross. Alle sue spalle si sono messi in evidenza Giuseppe Miccoli (6°), Maurizio Testa (23°), Severino Bernardini (25°), Davide Bacchetta (31°). Purtroppo un po’ in ombra gli atleti del Cus Torino: solo 48° Falco, che ha preceduto sia Cesarò (57°), che Pedrini (58°). Ciononostante i ragazzi cussini hanno colto un ottimo 4° posto nella classifica combinata, grazie soprattutto all’ottimo comportamento degli juniores, terzi come società: La Rocca si è infatti piazzato 8°, Rinaldi 20° e Peirolo 21°. In campo femminile bene la Cucchietti (12°), la Curatolo (13°), la Cassard (14°) e la Trabaldo (16°). Questa gara è stata vinta da Nadia Dandolo.
Tra le juniores ottimo comportamento delle ragazze della Sisport, che si sono piazzate rispettivamente quinta (la DI Crescenzo), 6° (Marika Minelli) e 18° (Jenny Mainelli), portando così la loro squadra al 2° posto di categoria.
A proposito di juniores, maschili va segnato la doppietta di due “ragazzi di Calabria”, entrambi tesserati per la Forestale: Maurizio Leone e Ferdinando Vicari, i due hanno portato al successo la loro società in campo juniores, e hanno contribuito in misura determinante al secondo posto ottenuto dalla Forestale nella classifica combinata juniores-seniores.
Un’altra squadra centro-meridionale (ma comprendente atleti di tutta Italia) si è messa in evidenza: la Leca Boiano, giunta quinta. Donato D’Auria
TITOLO Gemetto “gigante” nel cross inventato da Alberto Cova
INVERIGO (Como) – Organizzato dall’Atlhetic Communications (società creata da Alberto Cova), domenica 9 febbraio si è svolta la 2° edizione del “Cross del Gigante”, gara che ha già assunto un’importanza internazionale. La manifestazione, purtroppo non ancora ripresa in diretta dalla televisione di Stato, ma seguita in modo massiccio dai “mass-media” ha compreso quattro gare, quella per le juniores, quella per le seniores, quella per gli juniores e quella per i seniores.
Tra le più giovani si è imposta Rosanna Martin, della PAF Verona, tra le seniores ha vinto alla grande Nadia Dandolo, che ha preceduto di 29 secondi Lidia Camberg. Tra gli juniores nuova, grandissima vittoria del “nostro” Maurizio Gemetto (Sanfront) che, seppur reduce dall’influenza, si è imposto per la quarta volta su quattro cross disputati, lasciando a sei secondi Davide Raineri (Comense).
Nella prova più importante, quella per i seniores, alla quale hanno partecipato 64 atleti, il protagonista indiscusso è stato Mathias Ntawalikura, che, andando in fuga a metà gara, non ha poi più avuto alcun problema ad aggiudicarsi la vittoria, bissando il successo dell’anno scorso. Primo degli atleti italiani Francesco Panetta, autore di un brillante finale, e primo dei piemontesi Giuseppe Miccoli, giunto sesto. Nono è arrivato Durbano, ultimamente tormentato da un leggero infortunio, 14° Bernardini, 22° Testa, 26° Marco Gozzano (con la nuova maglia della Forestale) e 30° Stefano Moro. Dunque, un'altra manifestazione “giovane”, ma già di altissimo livello tecnico di pubblico: il panorama dei cross italiani e sempre più ricco e più pregevole.
Donato D’Auria
TITOLO: Lanciano, Antibo si festeggia
LANCIANO (Chieti) – L’Ippodromo delle Rose ha visto trionfare ancora una volta Salvatore Antibo che ha disputato una splendida gara decisa in volata negli ultimi 500 metri superando così il keniano Jonah Birir. Questa spettacolare gara di 6 km, corrispondenti a 7 giri del percorso, ha avuto sin dall’inizio altri protagonisti in Francesco Bennici passato subito in testa fino al secondo giro, e Joseph Kipsang.
Nella gara femminile di 4 km circa si è messa subito in evidenza Maria Guida restando in prima posizione fino a 1.700 metri dalla fine, quando Rosanna Munerotto con un’allungo si è portata in testa, aggiudicandosi ampiamente la vittoria. Per i colori del Piemonte sesto posto per Maria Curatolo. Ottima l’organizzazione, che ha offerto come apertura il lancio dei Paracadutisti dei Carabinieri di Chieti, ottime le condizioni atmosferiche e pubblico molto numeroso, e molto “caldo”, soprattutto verso il vincitore che il giorno prima ha festeggiato il suo trentesimo compleanno. Inoltre a questa manifestazione è stato affiancata la “Copa della Speranza” con numerosi partecipanti delle Scuole Medie di Lanciano e paesi limitrofi organizzata dalla “Fiat-Sevel”. Lucia Gallo – Classifica maschile 1) Antibo (Cus Pa) 18’54”; 2) Birir (Kenia) 18’55”; 3) Bennici (Cus Pa) 19’08”; 4) Kipsang (Kenia) 19’12”; 5) Maminski (Leca Boiano) 19’13”; 6) Kalboussi (Turchia) 19’18”. Femminile 1) Munerotto (Sisport) 15’39”; 2) Guida (Fiat Sud Formia) 15’51”; 3) Villani (idem) 16’28”; 4) Ritondo (Cus Pa) 16’45”; 5) Furlan (Fiat Formia) 16’52”; 6) Curatolo (PAF Vr) 17’03”.
 
TITOLO: Sole e pubblico per i l Cross di Capistrello
CAPISTRELLO (L’Aquila) – Domenica 2 febbraio la Valle Roveto, una bellissima zona della Marsica, è stata teatro, in località “Tudici Ferro di Cavallo”, della 7° edizione del “Cross dei Casali”, organizzato dalla Polisportiva di Capistrello, capeggiata dal dinamico e intraprendente professor Marino Di Marco. In una bellissima giornata di sole e davanti a un folto pubblico si sono svolte quattro diverse gare: quella per gli amatori, quella per gli juniores, quella per le donne e quella principale, riservata a juniores seniores maschili. I primi a gareggiare sono stati gli juniores, pochi e di ottimo livello. Sui 23 concorrenti si è imposto Mauro Patulli delle Fiamme Gialle di Ostia, che ha nettamente preceduto (di 14 secondi) Ferdinando Colloca. Abbastanza numerosa la partecipazione alla gara femminile, che ha visto al via 37 concorrenti. Qui si è imposta la polacca Lidia Camberg (già vincitrice a Pettinengo), dopo un avvincente duello con la marocchina Marraoui. Terza la vincitrice dell’edizione dell’anno scorso, la polacca Sobanska, che, come la Camberg è quest’anno tesserata per il K-Way Team di Brescia. Sempre in questa gara si è rivista all’opera la torinese Maria Curatolo, con la nuova maglia della PAF Verona, è giunta quinta. Fra le juniores si è imposta una giovane talento lucana, Tiziana Allagia. Nella gara più attesa, quella maschile i pronostici sono stati rispettati: si è imposto infatti il campione olimpico dei 10.000 Brahim Boutaib, che ha preceduto di ben 20 secondi il keniano Mike Chesire, Terzo Boguslaw Maminski, vincitore di ben 3 edizioni.
Dunque una manifestazione molto ben organizzata e di altissimo livello tecnico, nobilitata da un ottimo speakeraggio, curata da un esperto del calibro di Piero Gianfreda. Un ulteriore salto di qualità potrà essere compiuto con l’ingaggio di un grande campione italiano, con la “diretta” televisiva, e con maggiori attenzioni da parte dei mezzi di comunicazione di massa. E’ dunque auspicabile l’arrivo di ulteriori sponsor, pubblici o privati, che permetteranno a quella di Capistrello di diventarte uno dei principali cross italiani. Donato D’Auria
Faustini, maratona spettacolo
Il romano ha vinto la seconda edizione della Maratona di Torino. Alle sue spalle due piemontesi: Marco Gozzano e Severino Bernardini.
Panetta, atteso protagonista, si ritira dopo 30 km.
di Donato D’Auria TuttoAtletica
Torino – La seconda edizione della Maratona di Torino ha compiuto quest’anno un notevole salto di qualità. Sono state colmate alcune carenze dello scorso anno e potenziati altri aspetti già ben strutturati. Alle 9.30 di lunedì 20 aprile erano 900 i partecipanti schierati al casello dell’autostrada del Frejus di Avigliana pronti a correre lungo il suggestivo percorso, erede della Susavigliana che ha permesso anche di riscoprire la bella città di Torino.
Gratificata l’affluenza di pubblico sparpagliato lungo il percorso della gara erano infatti circa centomila coloro che hanno fatto ala ai maratoneti. La temperatura non è stata quella ideale infatti la colonnina di mercurio ha superato i 20 C°, è ha influenzato le prestazioni di molti concorrenti, tempi più alti e parecchi ritiri. Ottima la prestazione del vincitore Alessio Faustini, romano trentaduenne delle Fiamme Oro, il quale ha condotto una competizione in completa solitudine fin dal settimo chilometro staccando tutti gli altri e meritandosi l’attenzione dei giornali e della critica che lo avevano quasi ignorato. Forse proprio questa mancanza di pressioni è di aspettative gli ha permesso di aggiudicarsi un posto quasi sicuro per la maratona olimpica di Barcellona.
Deludente invece Francesco Panetta che si è ritirato al trentesimo chilometro. Crollo simile lo hanno avuto Alliegro, Barzagli e Toini. Lo stesso vincitore della scorsa edizione Durbano è giunto solo nono, mentre alle spalle del vincitore sono arrivati due atleti piemontesi Marco Gozzano (G. S. Forestale) e Severino Bernardini (Reebok Buccinasco). In campo femminile vittoria della russa Irina Skliorenko che superava la nostra Anna Villani al trentacinquesimo chilometro quest’ultimo che assaporava quasi il gusto della vittoria è stato costretto a pagare il prezzo per il suo avvio veloce.
Per il prossimo anno è auspicabile una maggiore disciplina da parte dei podisti che hanno “rosicchiato” qualche metro alla partenza è un maggior potenziamento rispetto ad alcuni servizi quali spogliatoi, servizi igienici, tende di alloggiamento e altoparlanti. Questa Maratona di Torino comunque ha tutti i numeri per diventare qualitativamente una gara a livello europeo.
 
Un successo il Campionato Amatori di cross a Nichelino
Qualche delusione fra i piemontesi
Podismoatletica aprile 1992 anno VII numero 4
Nichelino (Torino) – Il campionato italiano amatori e veterani ha festeggiato il decimo anniversario. Le gare si sono svolte nel suggestivo scenario del Boschetto di Nichelino sito in via Pracavallo, alle porte di Torino. Dalle ore 9,45 alle 15,00 si sono succedute ben nove gare, alle quali hanno partecipato oltre 2300 persone provenienti da tutta Italia, ad esclusione della Sardegna. Il clima addirittura estivo, ha da una parte favorito l’affluenza di pubblico e atleti, e dall’altra penalizzato i partecipanti, non ancora abituati a gareggiare con temperature cos’ì estive. Le atlete e gli atleti piemontesi si sono comportati meravigliosamente offrendo ben 10 vittorie, contro le sette conquistate l’anno scorso a Massa.
TUTTOSPORT Lunedì 24 Agosto 1992 Pag. 20
Domani Barrios corre nella “Matesina”
Il messicano primatista mondiale dei 10.000 favorito nella classica prova su strada molisana – Lo scorso anno s’impose Gelindo Bordin – Iscritti anche il keniano Tergat, vincitore della Amatrice-Configno, Bettiol, Alliegro e Bennici.
BOJANO (Campobasso) – Ottimo campo tecnico domani pomeriggio per il classico appuntamento su strada della “Matesina”, corsa su strada internazionale organizzata dall’Atletica Leca Bojano, che quest’anno ha anche raggiunto la finale A del campionato di società. E’ Arturo Barrios, primatista mondiale dei 10.000 del 1989, il favorito, reduce della vittoria su pista di venerdì sera a Berlino. L’edizione dello scorso anno andò a Gelindo Bordin, che fece il test di efficienza prima della sfortunata prova nella maratona dei mondiali di Tokyo, dove finì all’ottavo posto. Con Barrios ha aderito il keniano Paul Tergat, vincitore sabato scorso dell’Amatrice-Configno, mentre altri nomi importanti sono quelli del marocchino Zituna, degli azzurri Bettiol, Alliegro, Modica, Miccoli e Bennici. Da citare ancora le presenze di Bernardini e Calvaresi, del polacco Maminski, degli altri keniani Andrew Masai, Jonah Koech, Too e Chemomei, che appaiono i rivali più temibili per Barrios.
         Gli iscritti sono oltre 40: da notare anche l’altro messicano Pitayo, il britannico Evans, il burundiano Cishahiyo, il rappresentante della CSI Sidorenko.
         In campo femminile il nome di maggior spicco è quello della campionessa mondiale ’91 di maratona, la polacca Wanda Panfil, che sarà affiancata dalla connazionali Ribcka e Camberg. Iscritte anche due russe, la
 
ECO DEL CHISONE ottobre 2003 Articolo di Gualtiero Falco
Oggi i campioni di ieri……….
“Ancora e sempre di corsa”
Foto di una corsa in Molise: Donato D’Auria in azione con la maglia della Forestale
Seconda foto: Donato col figlio Luigi Maria in occasione del 2° compleanno
Originario di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, Donato D’Auria vive a Nichelino dal 1983. E’ stato una delle punte di diamante del Fiat Iveco e del Cs Forestale.
Donato D’Auria corre ancora. E’ un campione di ieri, ma non riesce ad abbandonare la sua passione: uno sport che lo ha portato alla notorietà, facendolo conoscere in tutta Italia prima come pistard e poi come stradista.
         La corsa è la sua dimensione di vita, non solo come atleta: “Sono titolare del Running Center club Torino, un’associazione dove chiunque può avvicinarsi alla disciplina. Promuoviamo anche il fit-walking, una nuova attività meno faticosa che consente, con una camminata veloce, di mantenersi in forma. Poi organizziamo trasferte per prendere parte alle maratone più importanti del mondo”.
Donato, che oggi ha 48 anni e vive a Nichelino dal 1983 con la moglie Carla ed il figlio Luigi Maria di 2 anni e mezzo, è stato uno dei mezzofondisti e fondisti più forti negli Anni 70/80.
Originario di Ascoli Satriano (Foggia), dove è nato nel maggio del ’56, D’Auria ha cominciato a correre “partecipando ai Campionati studenteschi nel 1974. In quegli anni vestivo la maglia dell’Us Foggia; in seguito, dal 1977 all’81, ho corso per la Fiat Iveco di Torino diventando campione italiano di Club sia nel ’78 che nell’80. Nel 1979, anno in cui ho svolto il servizio di leva, ho ottenuto il titolo di campione europeo per Club: un “alloro” che ho bissato nell’80, quando ho indossato la maglia azzurra sui 10.000 metri”. Ma la maggior parte dei podisti pinerolesi che hanno gareggiato con lui lo ricordano – tra il 1984 ed il 1986 – con la divisa verde del Corpo forestale dello Stato. Infine le ultime stagioni, a coronamento di una carriera durata 15 anni, con i colori del Team Raffa di Nichelino.
“Tra allenamenti e competizioni – racconta il “foggiano di Nichelino”, che ha vinto 280 delle 600 gare disputate – ho percorso circa 70.000 chilometri!”.
Si sa che chi comincia a correre in gioventù ed in carriera ottiene buoni risultati (Donato ha una sfilza di personali davvero invidiabili: 1’57”1 sugli 800m, 3’53”0 sui 1.500m, 8’05”3 sui 3.000m, 13’56”2 sui 5.000m, 28’59”6 sui 10.000m e 1h04’13” sulla mezza maratona), difficilmente riesce a smettere completamente. L’atletica non si dimentica.
“Le scarpette non le ho mai appese al chiodo. Corro ancora, un po’ per la salute, un po’ per divertimento, un po’ per seguire gli iscritti al mio centro sportivo. “Colleziono” maratone e maratonine. Ho portato a termine venti 42 km e cinquanta 21 km e conto, per entrambe le distanze, di arrivare a 100. Non guardo più il tempo finale, non conta come una volta: penso al mio benessere e a dare stimoli ai miei assistiti. Faccio un po’ da accompagnatore, insomma. Perché a lasciare questo ambiente, proprio non ci penso”.
 
1994
Podismoatletica Marzo 1994 anno IX numero 2
Assoluti, ottima la gara delle nostre seniores
Domenica 13 febbraio si sono svolti all’ippodromo delle Capannelle di Roma i campionati italiani di cross, validi sia per il titolo individuale che per quello di società. Le prime a partire sono state le juniores, tra le quali ha prevalso Ausilia Balletta, dello Stadium di Napoli. La migliore delle atleti piemontesi è stata Tiziana Di Crescenzio, che, incappata in una giornata di scarsa vena, si è piazzata solo diciannovesima. Successivamente hanno gareggiato gli juniores, fra i quali ha prevalso Giuliano Battocletti, atleta trentino tesserato e trapiantato a Palermo, dove si allena sotto la guida di Gaspare Polizzi. In questa gara il migliore dei piemontesi è stato Andrea Collino, giunto 12°. Dietro di lui sono giunti Valerio Sgura, 24°, e Eliodoro Raiola, 20°.
         Per penultime hanno gareggiato le seniores, fra le quali hanno dominato le atlete del G.S. Forestale: prima è infatti giunta Maria Guida, portandosi da sola al comando fin dallo sparo, e seconda Nadia Dandolo. Grazie al 14° posto della “nostra” Nives Curti, le ragazze della Forestale hanno conquistato il titolo italiano di società.
         Per le atlete piemontesi da registrare ancora l’ottimo terzo posto della Brunet, il quinto della Gaviglio, il settimo della Cassard, l’undicesimo della Curatolo, il 36° della Ravizza e il 37° della Moretti.
         Nella gara-clou maschile si sono subito portati al comando in una dozzina. Il gruppo era tirato da Pusterla, finchè l’iniziativa è stata presa da Panetta, che per due giri è andato in fuga da solo, venendo però ripreso nell’ultimo dello stesso Pusterla e da Paolo Donati, che concludevano la gara rispettivamente al primo e al secondo posto. Donato D’Auria
 
 
Il “Cross dei Casali”
Sabato 5 febbraio si è svolta in quella della Marsica, la nona edizione del “Cross dei Casali”, accompagnata da un clima tempestoso, all’”inglese”, vento, freddo e pioggia, che nella notte successiva alla gara si è poi tramutata in neve.
         La manifestazione è cominciata con le gare riservate ai giovani e agli amatori, quindi si è svolta la gara-clou femminile, in cui ha dominato la polacca Irena Czuta, balzata al comando fin dalle prime battute. Dietro di lui è giunta la etiope Lucia Isaak, che ha preceduto la croata Ljubica Bekavac e la prima delle italiane, Lucia D’Ignazio. Nella gara maschile si è messo dapprima in evidenza il forestale Marco di Lieto, che ha tirato il gruppo dei migliori per il primo giro. Successivamente sono andati in fuga i tre polacchi Gradki, Maninski e Dobrzinki, che hanno terminato la gara in quest’ordine: primo, secondo e terzo.
         Fra gli juniores, che hanno gareggiato coi seniores, si è imposto Luciano Di Pardo, della Leca Bojano, giunto settimo assoluto, destando un’ottima impressione, che lascia ben sperare per il futuro di quest’atleta, soprattutto in prospettiva azzurra.
         La Polisportiva Capistrello, capeggiata dal professor Marino Di Marco, ha svolto anche quest’anno un ottimo lavoro, allestendo una manifestazione di gran pregio, nonostante le restrizioni imposte dalla crisi economica e dal conseguente forfait di alcuni sponsor. Donato D’Auria
Ordine d’arrivo maschile: 1) Gradki (Polonia) 31:29; 2) Maminsky (Leca Bojano) 31:44; 3)Dobrzinsky (Polonia) 32:05; 4) Andreij (Russia) 32:10; 5) Alexei (idem) 32:13; 6) Leone (Carabinieri) 32:21; 7) Di Pardo (Leca Bojano) 32:27; 8) Achourl (Algeria) 32:36; 9) Di Lieto (Forestale Rieti) 32:46; 10) Ruggero (idem) 33:26; 11) Meto (kenia) 33:45; 12) Franchi (Aterno Pescara) 34:01; 13) Grande (idem) 34:15; 14) La Chal (Marocco) 34:21; 15) Norvello (Libertas Napoli) 34:24.
Femminile: 1) Czuta (Polonia) 21:39; 2) Isaak (Etiopia) 22:46; 3) Bekavac (Spalato) 23:43; 4) D’Ignazio (Usa Sporting Club) 24:00; 5) Berardo (Torre del Greco) 24:12.
 
 
La “Cinque Mulini”
Sabato 5 marzo si è svolta a San Vittore Olona (Milano) la 62° edizione della “Cinque Mulini”, la più importante e famosa corsa campestre italiana.
         Anche quest’anno il campo dei partenti era di primissimo ordine, comprendendo campioni olimpici e mondiali. All’etiope Fita Bayesa è riuscita l’impresa di aggiudicarsi la gara per il terzo anno consecutivo, precedendo il keniano Sigei e l’altro keniano Kirui. Solo quarto è giunto Khalid Skah.
         Primo degli italiani è risultato il “forestale” Angelo Carosi, sesto. Il migliore degli atleti piemontesi è invece stato Walter Durbano, arrivato 20°, dopo essersi messo molto bene in evidenza nei primi due giri.
         Nella gara femminile ha prevalso la campionessa mondiale, la portoghese Albertina Dias, che ha battuto le due keniane Loroupe e Adere. Prima delle atlete italiane è stata Silvia Sommaggio, giunta sesta, mentre per i colori valdostani e piemontesi si deve registrare rispettivamente il 12° posto della Brunet e il 13° della Curatolo. Donato D’Auria
Podismoatletica Aprile/Maggio 1994 anno IX numero 3
Una “Maratona di Torino” perfetta per 1” non è la più veloce d’Italia
(TORINO) – Quest’anno la Maratona di Torino è stata finalmente accompagnata da condizioni climatiche favorevoli: quando, alle 9,38 di domenica 24 aprile i quasi 2.000 concorrenti hanno preso il via da viale Laghi di Avigliana, la temperatura di 12° e provvidenziali nuvole avevano appena coperto il sole. Nel corso della gara la colonnina di mercurio è poi arrivata a toccare i 15-16°, senza così infastidire troppo i maratoneti. Come si prevedeva, la gara è stata dominata, in mancanza di tutti i più forti specialisti italiani, dagli atleti stranieri, a cui ha vanamente tentato di opporsi il solo Gian Luigi Curreli, che nel finale ha duramente pagato il suo sforzo, finendo solo 19°. Il gruppo di testa, comprendendo Tadesse, Dinsamo, Tummo, Castillo, Munoz e Wathier, è passato in 1h05:25 a metà gara. Sotto la spinta degli atleti africani, ben presto è avvenuta la selezione, e all’entrata nel Valentino sono rimasti soli al comando l’etiope Tummo Turbo (che era tra i favoriti) e il keniano Michael Kapkiai, un nome nuovo, al suo esordio in maratona.
         Dopo un lungo e accanito duello, proprio nell’ultimo chilometro Kapkiai ha piazzato l’allungo decisivo, che lo ha portato ad aggiudicarsi la quarta edizione della Turin Marathon nel tempo-record di 2h10:07.5. Dietro Tummo, anche Casillo e Tedesse hanno concluso in meno di 2h12:00, e altri 7 atleti in meno di 2h15:00. Solo quattordicesimo, si è piazzato il primo degli italiani, il veneto Ivano Marcon, che ha impiegato 2h16:56.9. Secondo degli italiani e primo dei piemontesi è stato Antonio Ciucio, che al suo esordio in maratona ha corso in 2h19:01.5, giungendo 17° assoluto. In campo femminile è stato pienamente riscattato l’onore nazionale, grazie a Laura Fogli, Ornella Ferrara e Antonella Bizioli, piazzatesi nell’ordine. Da segnalare che la Fogli, passata in 1h14:12 alla mezza maratona, nel finale ha rischiato di essere ripresa da una Ferrara in forte rimonta. Per quanto riguarda le atlete piemontesi, da segnalare il 10° posto di Maria Grazia Navacchia, che con 2h53:30.3 ha ottenuto il suo migliore tempo sulla distanza degli ultimi due anni, il 12° posto della rivolese Anna Maria Racca, che è scesa per la prima volta sotto le 3 ore, ottenendo un buon 2h57:57.4. In totale hanno concluso la gara in tempo massimo 1.542 podisti, a cui vanno aggiunte un’altra dozzina giunte oltre le cinque ore. Dopo gli inconvenienti dell’anno scorso, l’organizzazione ha fatto un enorme salto di qualità, incontrando l’apprezzamento di tutti i concorrenti e gli addetti ai lavori. Particolarmente riuscita la partenza, avvenuta in un scenario molto più suggestivo di quello del passato. Lungo il percorso il pubblico ha risposto in maniera addirittura superiore agli anni precedenti, gremendo i corsi ed i viali al passaggio della lunga fila dei maratoneti.
         Tutto bene anche nella zona dell’arrivo, in cui è stata riservato un apposito settore (piazzetta Reale) ai maratoneti e ai servizi a loro necessari: docce, massaggi, spogliatoi, mensa. Quest’ultima è stata impeccabilmente allestita dai Vigili del Fuoco, cha nella maratona avevano il loro primo campionato italiano.
         Tutto positivo, dunque, a parte un leggero nervosismo dietro le quinte: vista la crescita che sta compiendo la Turin Marathon e vista la collocazione che ha ormai raggiunto a livello internazionale, sarebbe auspicabile un’adeguata crescita sul piano delle relazioni esterne (soprattutto nei riguardi dei vari operatori del settore, che –piaccia o no – sono un’indispensabile linfa per una continua crescita) e soprattutto non si possono ammettere cresi di nervi da parte dei “vertici”. Dida
 
 
Le donne della Forestale
Quella di domenica 13 febbraio è stata una giornata storica per i G.S. Forestale a soli due anni dalla formazione della sezione femminile, le atlete dell’unico gruppo sportivo militare ad avere accolto le donne nei propri ranghi hanno conquistato un prestigiosissimo titolo nazionale di cross. Va ricordato che già l’anno scorso queste atlete erano giunte molto vicine a tale obiettivo, che avevano mancato di pochissimo. Questo titolo dimostra la saggezza della decisione presa a suo tempo dal G.S. Forestale, presieduto dal Generale Silvano Landi e dovrebbe servire da stimolo anche ad altri gruppi sportivi militari, che, istituendo una sezione femminile risolverebbero problemi economici ed essenziali di molte atlete di vertice italiane, e in tal modo potrebbero contribuire al miglioramento del livello tecnico generale dell’atletica femminile del nostro Paese.
         Due parole sulle protagoniste di questo evento storico. Ovviamente cominciamo da Maria Guida, atleta nata nel 1966 a Vico Equense (in provincia di Napoli), e allenata da Luciano Gigliotti. La Guida ha primati personali di 8:58.35 sui 3.000, di 15:36.98 sui 5.000, di 32:10.29 sui 10.000 e 2h38.13 in maratona. E’ una ragazza di indole mite, schiva e riservata, ma con grande carattere e determinazione, che sfodera soprattutto nell’attività agonistica.
         Nadia Dandolo è nata nel 1962 a Borgoricco (in provincia di Treviso) ed è allenata da Claudio Valisa. E’ stata più volte in nazionale, e il suo miglior risultato con la maglia azzurra l’ha conseguito nel campionato mondiale di cross di Boston del 1992.
         Nives Curti, ossolana venticinquenne, viene dalla corsa di montagna e attualmente è in forza appunto della sezione della corsa in montagna, per cui non usufruisce dei “discacchi” presso la sezione di Cittaducale.
         Lucilla Andreucci, classe 1969, ha primati personali di 9:27.6 sui 3.000, di 16:38 sui 5.000 e di 34:37 sui 10.000. Romana verace, ha un carattere molto estroverso e impulsivo. Domenica 13 febbraio è stata penalizzata proprio dalla sua impulsività, ha perso terreno alla partenza, si è fatta prendere dallo sconforto e non è più riuscita a rimontare.
         Per concludere, Maria Grazia Roberti, Bresciana di Burgnago, classe 1966, è anch’essa specialista di corse in montagna, ma si difende molto bene anche su strada: in montagna, ma si difende molto bene anche su strada: in maratona, che ha disputato una volta sola, vanta un buon 2h42:51.
         Per concludere si devono citare le altre due atlete del gruppo, che però non hanno corso domenica 13 febbraio alle Capannelle.
         Si tratta di Tullia Mancia, romana del 1968, attualmente ferma in seguito a un incidente stradale dello scorso settembre, e di Fabiola Paoletti, anch’essa romana, classe 1966, prossima mamma. Donato D’Auria
 
Podismoatletica Settembre 1994 anno IX numero 4
Il Giro dell’Isola d’Elba
Dal 9 al 15 maggio si è svolta la 4° edizione del “Giro dell’Isola d’Elba”, valida come campionato italiano di corsa a tappe per amatori.
La prima tappa si è snodata sul circuito di Portoferraio, per una lunghezza totale di 10,6 km. I due rappresentanti del G.S. Le Panche di Castelquarto, Innocenti e Sambrotta hanno animato la gara, lottando spalla a spalla fino a 2 km dal termine, quando Innocenti è andato in fuga, precedendo al traguardo Sambrotta di 22 secondi. Terzo posto per Luigi Pontani, il vincitore del “Giro” dell’anno scorso. In campo femminile vittoria della Montebugnoli, cha ha preceduto di 28 secondi Daniela Girardi.
Nella seconda tappa, svoltasi su un giro di 12 km con partenza e arrivo a Porto Azzurro, Innocenti e Sambrotta hanno di nuovo dominato il campo dei partenti, giocandosi la vittoria allo sprint. Ha prevalso di un secondo Innocenti. Terzo posto sempre per Pontani, giunto a 10 secondi dai due. Fra le donne si è imposta la Gilardi, che ha preceduto la Baldini e la Montebugnoli. Con questa vittoria la Gilardi è passata in testa alla classifica generale del giro.
La terza tappa si è svolta su un giro di 12,9 chilometri, con partenza e arrivo a Marina di Campo. L’ordine d’arrivo si è invertito rispetto al giorno precedente: prima Sambrotta, con un secondo su Innocenti. Nelle donne di nuovo prima la Gilardi sulla Baldini.
Il quarto giorno è stato dedicato al riposo. Così i partecipanti e i loro accompagnatori hanno potuto compiere escursioni nell’isola, come previsto dal programma della manifestazione. Inoltre a Poro Azzurro si è svolto un intrattenimento musicale di piazza, organizzato da “radio 4”. In serata si è svolto un dibattito sull’allenamento dei maratoneti, con la partecipazione di Gianni Poli e del prof. Fulvio Massini. Il giro è ripreso con la quarta tappa, svoltasi da Cavo a Rio Marina, per una lunghezza di 14,4 km. Innocenti si è imposto con 4 secondi su Pontani e con 5 su Sambrotta, ribadendo la sua posizione di guida nella classifica generale. Fra le donne la Gilardi ha colto il suo terzo successo consecutivo. Nella tappa finale si è vissuta la “suspense” tipica delle corse a tappe, con un ribaltamento delle prime due posizioni della classifica generale. Infatti Innocenti è crollato, giungendo solo terzo, a 40 secondi da Sambrotta, che ha vinto la tappa e nello sresso tempo anche il giro, con solo 4 secondi di vantaggio su Innocenti nella classifica generale. Viceversa nessuna novità in campo femminile, dove la Gilardi ha ribadito la sua superiorità, vincendo tappa e classifica generale.
Al giro di quest’anno hanno partecipato ben 530 concorrenti, fra i quali 70 donne. La partecipazione è dunque cresciuta di 100 unità rispetto all’anno precedente, il che rappresenta un innegabile successo per la manifestazione. Un successo accompagnato da una crescita generale del livello organizzativo: ottimo lavoro è stato svolto sia da Michele Marescalchi, impeccabile speaker, sia dai giudici che dagli stessi organizzatori, capitanati da Elvio Vallini ed Enzo Landi. Al “Giro dell’Isola dell’Elba” manca ormai solo un tocco d’internazionalità per diventare una manifestazione di primissimo ordine. Donato D’Auria
 
Podismoatletica Settembre 1994 anno IX numero 4
La 21 km di Gualtieri
         Lunedì 4 aprile Gualtieri ha ospitato l’unicesima edizione della mezza maratona internazionale, quest’anno inserita nel calendario dell’Aims e pertanto rigorosamente misurata da un controllore di questa importante organizzazione mondiale. La gara è stata dominata dagli atleti africani e stranieri in generale, al punto che il primo italiano - il nostro Antonio Ciucio (che ha concluso in 1h04:18) – si è piazzato solo quindicesimo. Come in passato, il percorso, completamente piano e chiuso al traffico, era costituito da due giri piccoli e due grandi. Nei primi due giri la gara è stata condotta da un folto gruppo di atleti, il cui colore prevalente era il nero. Nel corso del terzo giro sono rimasti al comando i quattro keniani Kiprono, nell’ottimo tempo di 1h01:26. Altri 11 atleti hanno finito in meno di 1h03, e poco dopo è giunto anche Ciucio. Altri atleti piemontesi che si sono messi in evidenza sono Gemetto, 23° in 1h06:02, Giunta, 29° in 1h07:48 e Cabrio, 40° in 1h09:17. Complessivamente la gara è stata organizzata in modo impeccabile: a Vittorio Aldrovanti si può solo rimproverare un eccessivo nervosismo al giorno della gara e la discutibile abbondanza di atleti di colore di grosso calibro: non sarebbero stati sufficienti 3 o 4, che comunque avrebbero tenuto alto il livello tecnico della corsa? Era proprio il caso di devolvere il bonus una decina di milioni che si sarebbero potuti impiegare diversamente e in modo più appagante per gli atleti di casa nostra, che non fanno certo meno sacrifici di quelli africani? Dida
 
Podismoatletica Ottobre/novembre 1994 anno IX – n. 5
Il 17 porta bene alla “Matesina”
BOJANO (Campobasso) – L’edizione numero 17 della “Matesina” verrà ricordata come una delle più riuscite, per merito degli organizzatori e della loro scelta di correre in notturna.
         Nella prova “classica”, quella dei seniores, è stato stabilito il nuovo record della manifestazione: il vincitore, il keniota Paul Tergat, ha coperto i diecimila metri in 28:10.5 frantumando il precedente primato (29:02) fissato da Barrios. L’ottimo riscontro cronometrico è stato favorito dalle condizioni ambientali (la temperatura era ottimale) ma crediamo che si tratti di un record che durerà a lungo. La corsa è stata infatti caratterizzata da un ritmo infernale sin dalle prime battute: il vincitore ed il secondo classificato (Nizigama del Burundi) hanno imposto già nei primi giri il loro passo e dopo pochi giri hanno fatto il vuoto; ultimo ad arrendersi, il ruandese Ntawalikura, terzo al traguardo, anch’egli al di sotto del record di Barrios. Il testa a testa tra Tergat e Nizigama ha appassionato i ventimila spettatori accalcati ai bordi del percorso; la platea si è poi infiammata negli ultimi due giri, quando i due battistrada hanno dato vita alla lunga “volata” che ha concluso la competizione.
         Ad un giro dal termine, Nizigama ha provato ad allungare, ma ha guadagnato un vantaggio di pochi metri; pronta la risposta di Tergat , che ha poi avuto la meglio nel rettilineo conclusivo grazie al suo miglior spunto finale. Alle spalle dei primi tre, si sono classificati due marocchini (Boutayeb e Zitouna) ed il bravo Modica, primo degli italiani. Costretta al ritiro la medaglia d’argento nei 3000 siepi di Helsinki, Angelo Carosi: la distanza non era adatta a lui.
         Bella ed aperta anche la gara egli junior, dove i primi posti sono andati agli africani Lakhal e Kelule.
         “Siamo assolutamente soddisfatti dall’esito della manifestazione – ha dichiarato l’organizzatore Armando Spina – basta chiedere ad un qualsiasi addetto ai lavori, tutti sono rimasti favorevolmente impressionati dalla Matesina, da Bojano e dallo splendido pubblico- Abbiamo sacrificato la diretta televisiva per correre di sera, ma ne è valsa la pena. Donato D’Auria
Seniores: 1) Tergat (kenia) 28:10; 2) Nizigama (Burundi) 28:11; 3) Ntawulikura (Ruanda) 28:46; 4) Boutayeb (Marocco) 29;06; 5) Zitouna (Marocco) 29:09; 6) Modica (Fiamme Oro) 29:13; 7) Evans (Inghilterra) 29:19; 8) Meto (kenia) 29:33; 9) Gajdos (Polonia) 29:43; 10) Castro (Brasile) 29:51; 11) Sakhi (Algeria) 29:44.
Juniores: 1) Lakhal (Marocco) 8:38; 2) Zanon (S. Giacomo) 8:39; 3) Kelule (kenia) 8:40; 4) Casagrande (Assindustria Pd) 8:42; 5) Di Pardo (Leca Bojano) 8:51; 6) Pokorne (Rep. Ceca) 8:54; 7) Landi (Lib. Sorrento) 9:00; 8) Innamorato (Leca Bjano) 9:01; 9) Kipkering (kenia) 9:04; 10) Pasula (Polonia) 9:17.
 
SPRINT & SPORT anno 2 – Numero 38 martedì 13 Dicembre 1994 pagina 28
PODISMO a cura di Eugenio Bocchino
         Si sta costituendo un nuovo gruppo podistico, il Running Club, che si prefigge di raggruppare principalmente nuovi amanti del podismo, in parole povere, principianti desiderosi di migliorarsi, senza avere l’assillo degli obblighi che vigono in gran parte delle società podistiche. Per chi fosse interessato: rivolgersi a Donato D’Auria (ex atleta nazionale) Via delle Rosine 12. Tel. 011/835387
 
 
1995
 
Podismoatletica Gennaio-Febbraio 1995 anno X numero 1
Un Compatto Cus Torino sfiora il podio tricolore cross
FERRARA – Domenica 15 gennaio si sono disputati, nell’ambito del 5° “Cross degli Estensi”, i campionati italiani di corsa campestre di società.
         La prima gara in programma è stata quella delle juniores, che si sono cimentate su una distanza di 4,5 chilometri. Ha vinto la veneta Bruna Genovese dell’Atletica Conegliano, su Auxilia Balletta della Cises Frascati. Le migliori delle atlete piemontesi prenti sono state Elena Bonanno (Sisport) 11°, Simona Trentini (Canavesana) 23° Renata Della Valle (Sisport) 29°, Monica Chinaggia (Canavesana) 33°, Chiara De Perno (Sisport) 39, Donatella Massano (Sisport) 45°, Sara Ferraglia (Sisport) 47° Francesca Pastoria (Canavesana) 49°, e Cinzia Monatto (Canavesana) 59°. Dopo le juniores hanno gareggiato i pari età maschi, cimentatisi sulla distanza di 8 chilometri. Ha vinto Damiano Polti, della Comense, sul compagno di squadra Fabrizio Sutti. Questi i piazzamenti degli juniores piemontesi: 8° Eliodoro Raiola (Cus Torino), 13° David Becchio (Cus Torino), 26° Federico Vesco (Cus To), 100° Michele Mecchionna (Cus To).
         La terza gara è stata quella delle seniores, sulla distanza di 6 chilometri. Si è imposta Maria Guida (Forestale) sulle nostre Flavia Gaviglio (Sisport) e Maria Curatolo (Paf Verona). Bene anche Nives Curti, giunta quinta e Margherita Moretti (Sisport) 23°. Più indietro Tiziana Di Crescenzo (Sisport) 77° e le quattro rappresentanti dell’Atletica Canavesana: Antonella Novero (128°) Silvana Gaida (131°) Elisa Quagliotti (137°) e Novella Monti (150°).
         Per quanto riguarda la classifica di società, si è verificato un ex-aequo fra la squadra della Forestale e quella della Paf Verona, che hanno entrambe totalizzato 13 punti. A norma di regolamento ha però prevalso la Forestale, che aveva l’atleta meglio piazzata.
         L’ultima gara in programma è stata quella dei seniores, svoltasi sulla distanza di 12 chilometri. E’ stata una gara combattuta e piena di colpi di scena, con ripetuti crolli da parte dei favoriti. Ha così prevalso Gennaro Di Napoli, che ha avuto la meglio, con uno sprint lungo, su Umberto Posterla. Ecco i piazzamenti degli atleti piemontesi: 5° Crepaldi (Carabinieri), 6° Durbano (Gabbi Ponteggi Bologna), 13° Zitouna (Cus Torino), 47° Avalle (Cus To), 89° Ciucio (Pont Donnas), 116° Frignone (Cus To), 126° Mazza (Pont Donnas), 143° Magnin (Pont Donnas).
         Nonostante i non brillantissimi piazzamenti individuali, il Cus Torino è riuscito a cogliere un ottimo quarto posto nella classifica combinata juniores-seniores.
         La gara è stata organizzata ottimamente, in una zona che si presta molto bene a questo tipo di manifestazioni. Da segnalare che il “Cross degli Estensi” e candidato ad ospitare il Campionato Mondiale di Cross Campestre del 1997. Donato D’Auria
 
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Un buon “Campaccio” ed un grande Panetta
 
SAN GIORGIO SUL LEGNANO (Milano) – Nel pomeriggio di venerdì 6 gennaio si è svolta la 39° edizione del cross internazionale “Il Campaccio”.
         La manifestazione si è disputata con un clima soleggiato e abbastanza mite. La novità di quest’anno è stato l’inserimento della prova del cross corto maschile, svoltasi sulla distanza di 6 chilometri. Qui si è imposto il giovane Giuseppe Maffei, della Snam San Donato, davanti ad Alessandro Lambruschini e al molisano Luciano Di Pardo (Atletica Leca Boxano) al suo primo anno da senior.
         La gara successiva è stata quella riservata alle donne, che si è svolta sulla distanza di 6 chilometri circa. Qui si è assistito al duello fra le due etiopi Denboba e Chepehumba, che sono subito andate in fuga e si sono disputate la vittoria allo sprint. Ha
 
Podismoatletica Giugno 1995 anno X numero 5
“Valentina” nuova formula ma va avanti adagio
Torino – Sabato 3 giugno si è svolta, sul nuovo circuito ricavato attorno a Borgo Medioevale del Valentino, la quarta edizione della gara riservata alle donne, dall’anno scorso chiamata “Valentina”. 160 sono state le partecipanti alla manifestazione, che comprendeva anche la “camminata” non competitiva su distanza ridotta. A questa hanno partecipato una novantina di donne.
Allo sparo si è subito portato in testa il duo delle favorite: Maura Viceconte e l’estone Jane Sulumae. Al terzo giro la Viceconte ha staccato l’avversaria e ha poi progressivamente aumentato il suo vantaggio, andando a vincere in 18.00. Terza è giunta la vincitrice della “Stratorino”, Tiziana Semeraro.
Fin qui la parte tecnica della gara; per quanto riguarda quella organizzativa, nulla da eccepire: è stato svolto un gran lavoro preparatorio, tutte le concorrenti sono state premiate, nessun disguido ha turbato il bel pomeriggio al Valentino, insomma: lo sfaff femminile della Maratona di Torino ha allestito a Torino un altro pregevole evento podistico. L’unica nota stonata sta nella partecipazione: da una parte, mancavano almeno una trentina delle habitueès del podismo amatoriale torinese; dall’altra parte, troppo poche sono state le torinesi che hanno risposto all’appello della “Valentina”. E’ questo, proprio in un posto dove ogni pomeriggio corrono decine e decine di donne. Sarà solo un problema di pigrizia o un fatto di cultura (che si consideri il podismo uno sport prettamente “mashio”?). Comunque, dal prossimo anno, si cambia ancora: questa volta si proverà a farla disputare “intorno” all’8 marzo. Che sia l’occasione buona? Donato D’Auria
Podismoatletica Luglio-Agosto 95 anno X – n.6
         La fortuna ha voluto che io fossi l’”archivio storico” de “La Matesina”, che quest’anno si svolgerà per la 18° volta. Toccò a me l’onore, nell’ormai lontano 1978, di essere il primo vincitore di quella che poi sarebbe diventata una delle più importanti corse su strada italiane. Quella prima edizione fu organizzata senz’altro egregiamente, ma anche, per così dire, alla buona: noi atleti arrivammo tutti nello stesso giorno della gara (che allora era solo interregionale, neanche nazionale), c’iscrivemmo sul posto, in una stanzetta del Comitato Festeggiamenti, facemmo un breve riscaldamento, tutto sul viale della stazione, poi fummo chiamati sulla linea di partenza, tracciata sull’asfalto e prendemmo il via al tradizionale segnale della bandierina rossa. Eravamo solo una ventina, offrimmo un grande spettacolo di sport al già allora numeroso pubblico, ricevemmo ricchi premi in natura. Saluti per tutti e ripartimmo la stessa sera, con l’arrivederci all’anno successivo.
         Nel 1979 ci fu la prima importante svolta: gli inviti a Zarcone, Arena, Magnani, Fava, ovvero ai più importanti fondisti italiani dell’epoca. Anche l’edizione del 1990 fu impostata su questa falsariga, mentre nel 1981 si ebbe un’altra importantissima svolta: un campo di partenti già parzialmente “internazionale”: ai nomi di Gerbi, di Solone eccetera, si affiancarono quelli dell’inglese Thompson e di altre vedettes straniere. La vera “internazionalizzazione” de “La Matesina” si ebbe però nel 1982, anno che per me è legato ad un importante ricordo: entrai, infatti, a far parte della “grande famiglia” de “La Matesina”, ovvero dello staff organizzativo. Un’altra importante novità introdotta quest’anno – e poi ripresa solo l’anno scorso – fu la disputa in “notturna”, ovvero dopo il tramonto, con un clima decisamente più gradevole. Nel 1983 e nel 1984 si registrarono le vittorie di famosi atleti africani, quali il tanzaniano Masong e il keniano Koskei. Nel 1983 fu inoltre introdotta la prova femminile, rimasta fino ai giorni nostri. Il 1985 fu l’anno degli atleti portoghesi: Mamede, Castro, Rios, che occuparono tutti e tre i gradini del podio.
         La gara del 1986 fu quella che offrì lo spettacolo maggiore, grazie ad un atleta africano: Poul Kipkoech. E’ con profonda commozione che cito questo nome, in quanto questo grande protagonista del mezzofondo mondiale, vincitore anche del titolo iridato sui 10.000 metri nel 1987, è recentemente mancato. A questo riguardo vorrei citare altre due persone legate a “La Matesina”, a me particolarmente care ma che non sono più fra noi: Adriano Colalillo e Antonio Spina.
         Torniamo alla storia della manifestazione in sé. Dal 1987 cominciò l’ “era Barrios”, con l’intermezzo, nel 1991, di Gelindo Bordin. Nel contempo la gara fu organizzata in modo molto più professionale e manageriale: entrarono nuovi collaboratori, nuovi e importanti sponsor, a Bojano fu creata una squadra di atletica che oggi è tra le primissime d’Italia, insomma: in questa vivace località molisana si creò una vera e propria cultura dell’atletica e della corsa su strada.
         Non è retorica, affermare che sono profondamente contento di far parte dello staff organizzativo de “La Matesina” e che sono profondamente legato ad Armando Spina, alla sua famiglia e a tutto il Molise. I quindici giorni che ogni anno trascorro da quelle parti sono per me un momento di grande intensità e di piacere spirituale. Lunga vita a “La Matesina”! Donato D’Auria
1999
STRATORINO NUMERO 23 30 maggio ‘99
RunningCenter Club News n. 10
La ventesima Stratorino avrà luogo domenica 30 maggio. L’edizione di quest’anno sarà caratterizzata, come avviene tradizionalmente, da alcune iniziative che integreranno il consueto programma della manifestazione. La novità più significativa è rappresentata dalla partecipazione della stessa Stratorino al programma ’99 di Pass 15, l’iniziativa promossa dalla Città di Torino per i ragazzi quindicenni, che quest’anno viene allargata ai giovani residenti in 16 comuni dell’area metropolitana. Tra le tante opportunità offerta da Pass 15
 
2008
LA FIACCOLA DELLA PACE PER L’ARMONIA DELLA CORSA
Anche il Running Center Club Torino ha dato il suo contributo alla World Harmony Run, la staffetta podistica che gira il mondo in nome dell’amicizia e della comprensione reciproca. Lo scorso 24 aprile, su invito dei runners dello Sri Chinmoy Marathon Team, abbiamo portato anche noi la fiaccola per alcuni chilometri da Via Garibaldi corso con le scuole elementari Pacchiotti fino a Piazza di città, per proseguire lungo il Valentino culla del podismo torinese e sede di allenamento dei podisti del Running Center Club Torino per ONU Viale Maestri del lavoro, con ricevimento e presentazione WHR all’International Training Centre of the OIL.
La WHR, voluta da Sri Chinmoy – artista e corridore impegnato da più di trent’anni diffondere una filosofia di armonia e di aiuto reciproco – consiste in una corsa non competitiva a staffetta che gira il mondo con l’obiettivo di promuovere l’amicizia, la buona volontà e la comprensione a livello sia internazionale sia individuale. La diffusione di questa cultura e del sentimento di armonia inteso a 360 gradi avviene grazie a un team di corridori, composto da runners dello Sri Chinmoy Marathon Team, che si alternano nelle varie Nazioni per raggiungere il maggior numero possibile di comunità, società podistiche, politici nazionali e locali. Particolare attenzione è rivolta alle scuole, presso le quali la WHR ha l’occasione di incontrare migliaia di bambini; quest’anno viene offerto agli insegnanti l’opuscolo educativo “World Harmony Education for Children” che è disponibile anche sul sito www.worldharmonyrun.org/italia . La corsa, che non ha scopi di lucro e non promuove nessuna causa politica o religiosa, è patrocinata da grandi campioni del passato come Carl Lewis (9 medaglie olimpiche) e Tegla Loroupe (primatista mondiale di maratona nel 1999), e atleti di livello mondiale come Paul Tergat.
Il ventennale del Running Center Club Torino
         Compirà vent’anni, il prossimo 12 gennaio 2009, il Running Center Club di Torino, fondato da Donato D’Auria, attualmente ancora presidente e allenatore.
         Il Running Center Club nacque alla fine del 1988, sempre su iniziativa di Donato D’Auria, che, dopo quindici anni d’intensa attività podistica a livello nazionale e internazionale, decise di “mettersi in proprio” e costituire una nuova società podistica, che fosse diversa da quelle esistenti in quel momento. Una sorta di “scuola di podismo”, insomma, che non fosse improntata solo all’agonismo, ma che avviasse alla pratica di questo sano sport tanta gente desiderosa d’imparare a correre e di svolgere un’attività sportiva all’aria aperta.
         Lavorando all’Ufficio Comunicazione della Turin Marathon, Donato D’Auria si accorse ben presto quante fossero queste persone bisognose dei primi rudimenti del podismo, e si attivò altrettanto prontamente. Creò dei punti d’incontro durante la settimana, a cadenza inizialmente bisettimanale, allorchè si riuniva coi suoi allievi all’interno del parco del Valentino, e li accompagnava nei loro primi passi “podistici”. Col passar del tempo gli appuntamenti passarono a tre, poi a quattro, fino ad arrivare a cinque nel 1994, cadenza mantenuta fino a oggi. Viceversa è rimasto invariato il luogo degli allenamenti, ossia il parco del Valentino, di cui Donato D’Auria ha abilmente sfruttato i lunghi tratti accuratamente misurati. In particolare sono diventati famosi come punti di ritrovo per l’inizio degli allenamenti il chilometro tre, e il chilometro zero. A poco a poco gli iscritti al Running Center Club hanno allargato le loro ambizioni, arrivando a cimentarsi sulla gara più lunga del programma olimpico: la maratona. Ben cinquecento, sono state le persone che in questi vent’anni hanno esordito sulla maratona provenendo dalle fila della squadra di Donato D’Auria. E’ sulla distanza della mezza maratona gli esordienti provenienti dal Running Center Club sono stati addirittura ottocento.
         Queste lusinghiere cifre costituiscono una sorta di consacrazione della capacità di Donato D’auria come allenatore di principianti e di esordienti di podismo.
         Attualmente il gruppo conta 140 tesserati, più alcune decine di persone, che, pur allenandosi più o meno regolarmente con Donato, non sono (ancora) interessate a gareggiare. A queste si aggiunge una trentina di podisti tesserati con altre società: infatti chiunque può allenarsi con Donato D’Auria, sia esso principiante, sia esso un consumato podista, ma desideroso di migliorarsi alla guida di un esperto come l’ex nazionale D’Auria.
         Oltre agli allenamenti al Valentino, il Running Center Club offre una serie di servizi: i viaggi a importanti maratone e mezze maratone internazionali, una rosa di medici specialistici a cui gli allievi si possono rivolgersi per i loro problemi muscolari, e negozi di riferimento per scarpe, abbigliamento e accessori sportivi.
         Con l’esperienza accumulata in tutti questi anni, Donato D’Auria sta sviluppando un altro ambizioso progetto che egli ha chiamato “l’Accademia del Podismo”. Si tratta di una sorta di “vivaio podistico” destinato ai figli degli iscritti al Running Center Club. La base iniziale è stata addirittura di una sessantina di bambini, dei quali Donato sta selezionando una quindicina di potenziali campioni del domani, di entrambi i sessi. Ovviamente questi piccoli talenti verranno fatti crescere con la dovuta gradualità e con buon senso che richiede la loro giovane età. Fino a dodici anni Donato D’Auria intende porre l’accento sul lato ludico, cioè del divertimento, e su quello didattico dell’attività sportiva. Nel futuro questi bambini e queste bambine potranno poi, se continueranno ad avere la voglia di correre e d’impegnarsi, diventare buoni ed ottimi maratoneti, o semplici specialisti delle distanze più brevi.
         Il running Center Club naque alla fine del 1988, sempre su iniziativa di Donato D’Auria, che, dopo quindici anni
2009
Professione Giornalista – Non nascondo l’avversione per la stampa italiana. Storia del Giornalismo italiano (UTET). Ho una base scientifica alla professione, ho letto e studiato CODICE DELL’INFORMAZIONE di Franco Paolo MURIALDI, Manuale di Giornalismo internazionale. Laterza Problemi teorici e pratici, attraverso tre chiavi di lettura: Gli Uomini, le notizie, le imprese. Il giornalismo italiano contemporaneo si specchia nell’animo degli uomini dei grandi direttori. CARISMATICO – POLITICO – MANAGERIALE tutti fondatori di TESTATE. Il Giornale è un’impresa da bene amministrare. La cultura professionale di un quarto potere, di un potere contro.

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